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Come scegliere un modello di colonna vertebrale

Come scegliere un modello di colonna vertebrale

Guida alle diverse tipologie do colonna vertebrale disponibili

Quando si parla di modelli di colonna vertebrale, non esiste “la colonna giusta” in assoluto.
Esistono tipologie diverse, pensate per usi diversi: studio, didattica intensiva, spiegazione al paziente, formazione avanzata.

In questa guida non partiamo dall’uso finale, ma dalle categorie di prodotto, così puoi capire subito che tipo di colonna stai guardando e se fa davvero al caso tuo.

1. Modelli base

Con o senza tronchi dei femori

Sono le colonne vertebrali più diffuse e rappresentano la struttura essenziale del rachide umano:

  • vertebre cervicali, toraciche e lombari
  • sacro e coccige
  • curve fisiologiche

Senza tronchi dei femori

  • Più compatte
  • Più leggere
  • Più economiche

? Ideali per:

  • studio anatomico di base
  • scuole
  • utilizzo da banco o su supporto

Con tronchi dei femori

  • Consentono di comprendere meglio:
    • l’assetto del bacino
    • la distribuzione dei carichi
    • la relazione col resto del corpo

? Consigliate quando si parla di:

  • postura
  • biomeccanica
  • appoggio e statica

2. Modelli con muscoli e inserzioni

In questi modelli, oltre alla struttura ossea, sono presenti:

  • muscoli principali
  • inserzioni muscolari evidenziate

Sono colonne pensate per uno studio più avanzato, dove non basta sapere “dove sono le vertebre”, ma serve capire chi le muove e come.

? Indicati per:

  • studenti universitari
  • formazione sanitaria
  • osteopatia e fisioterapia

⚠️ Nota importante:
sono modelli molto didattici, ma non necessari per la scuola o per spiegazioni semplici. In certi contesti rischiano di essere più complessi del necessario.

3. Modelli con dischi intervertebrali dinamici

Questa è una categoria molto interessante, spesso poco conosciuta.

In questi modelli:

  • i dischi intervertebrali non sono rigidi
  • lo spessore del disco cambia in base alla postura assunta dalla colonna

In pratica:

  • in flessione un lato del disco si comprime
  • in estensione cambia la distribuzione delle forze

? Sono modelli ideali per spiegare:

  • biomeccanica del rachide
  • carichi e pressioni
  • meccanismi che portano a dolore e degenerazione

Perfetti per:

  • formazione avanzata
  • spiegazione al paziente
  • contesti clinici e riabilitativi

4. Colonne vertebrali di alta qualità

(quelle che fanno davvero la differenza)

Qui non cambia tanto cosa si vede, ma come è costruita la colonna.

Nei modelli di alta qualità:

  • l’anima interna non è un semplice filo d’acciaio
  • ma un tubo flessibile in acciaio

Perché è importante?

  • maggiore robustezza
  • maggiore durata nel tempo
  • resiste meglio a:
    • flessioni ripetute
    • utilizzo quotidiano
    • manipolazioni continue

Sono le colonne giuste per:

  • uso didattico intensivo
  • scuole e università
  • ambienti dove il modello viene maneggiato spesso

Se una colonna viene usata tutti i giorni, questa caratteristica conta più di qualsiasi dettaglio estetico.

5. Colonne vertebrali colorate

In questi modelli:

  • vertebre cervicali
  • vertebre toraciche
  • vertebre lombari

sono rappresentate con tre colori diversi.

Non è una scelta estetica, ma didattica.

? Vantaggi:

  • identificazione immediata dei tratti
  • maggiore chiarezza visiva
  • ideali per:
    •  studenti
    • spiegazioni rapide
    • lezioni frontali

Perfette quando l’obiettivo è capire subito “dove siamo” sulla colonna.

6. Colonne vertebrali speciali

Quando servono e quali sono

Al di là delle categorie “standard” (base, dinamiche ecc.), esistono modelli speciali di colonna vertebrale pensati per usi più avanzati, dimostrativi o didattici molto specifici. Queste varianti non sono indispensabili per tutti ma possono fare la differenza quando l’obiettivo è spiegare concetti clinici più complessi o casi particolari.

? Modelli con malformazioni visibili

Questi modelli sono progettati specificamente per illustrare deformità o compensi posturali.
Un esempio è la colonna per dimostrare malformazioni con bacino e tronchi dei femori: oltre alla colonna, permette di sollevare e abbassare i femori, simulando anche accorciamenti unilaterali della gamba e osservando come ciò influenzi il bacino e la colonna vertebrale. Tuttoanatomia

Quando sceglierli:

  • corsi di osteopatia e fisioterapia
  • spiegazioni di scoliosi, inclinazioni pelviche, dismetrie
  • training specialistico di posture compensatorie

? Modelli con gabbia toracica e componenti aggiuntivi

Ci sono colonne che includono gabbia toracica, basi craniche o strutture neurologiche (midollo, nervi spinali, arterie). Un esempio è il modello che integra una gabbia toracica mobile, il segmento posteriore della base del cranio, i nervi e il midollo, e consente di mostrare i movimenti della colonna in relazione alla respirazione o alla postura toracica. Tuttoanatomia

? Quando sono utili:

  • bio-meccanica avanzata
  • insegnamento di movimenti “complessi”
  • spiegazioni di respirazione, postura e relazione con gabbia toracica

Conclusioni

Scegliere un modello di colonna vertebrale non significa puntare al prodotto “più completo” o “più costoso”, ma capire quale tipologia risponde davvero alle proprie esigenze.

Esistono colonne:

  • essenziali, per lo studio anatomico di base
  • più evolute, con tronchi dei femori, bacino o dischi dinamici
  • pensate per la didattica intensiva, costruite per durare nel tempo
  • specialistiche, progettate per spiegare malformazioni, posture complesse o relazioni con la gabbia toracica

Ogni modello nasce con uno scopo preciso.
Conoscerne le differenze permette di:

  • evitare acquisti inutilmente complessi
  • scegliere strumenti realmente utilizzabili nel tempo
  • migliorare la qualità della spiegazione, dello studio o della dimostrazione pratica

Il punto chiave è sempre lo stesso: non tutte le colonne vertebrali servono a tutti.
Capire come verrà utilizzata è più importante di qualunque dettaglio tecnico.

E se il dubbio rimane, è sempre meglio chiarirlo prima: un consiglio corretto evita errori e rende il modello scelto uno strumento davvero utile, non solo un bell’oggetto da esposizione.

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